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Il vicesindaco: 'La politica non può essere indifferente alla iniziativa' Nonostante l'incombenza dell'impegno elettorale, il vicesindaco Domenico Damascelli non ha voluto far mancare il suo supporto alle associazioni impegnate nel campo del sociale che proprio dalle pagine di questo giornale telematico hanno voluto lanciare nella giornata di ieri <<clicca qui per leggere l'articolo>> un appello a tutte le altre realtà locali del settore.
"Cittadinanza attiva. Servizi alla persona. Democrazia partecipata. Parole fondamentali per un agire politico degno del suo nome"; è in questo modo che ha inteso principiare Damascelli nella sua articolata risposta all'invito delle associazioni ad una coesione di intenti e di forze verso cui il vicesindaco si è detto "personalmente in sintonia". Un testo, quello relativo al progetto di ‘Bitonto città attiva e solidale' che per l'ex aennino "è un po' il riassunto, la sintesi di ciò che questi sodalizi già fanno, con abnegazione e grande spirito di servizio. La politica, dal canto suo, non può essere indifferente a questi temi. Ne sono convinto: la politica o è sociale o non è. Così anche la città: o è solidale o non è. Non si dà, infatti, un impegno nella cosa pubblica slegato dall'unico interesse possibile: migliorare con forza le condizioni di vita della comunità". Un impegno quello verso le fasce sociali più disagiate e in difficoltà che Damascelli ha voluto "senza inutile retorica rimarcare" quale segno distintivo "della mia storia personale, sempre mossa da queste convinzioni. La nostra mano dev'esser tesa verso chi soffre e sconta una quotidianità difficile. L'occhio del politico non può, non deve prescindere da chi arranca e resta indietro". Il vicesindaco non ha potuto fare a meno di sottolineare l'emergenza peculiare del territorio bitontino che, a suo dire, " conta sensibili esempi di disagio. Diverse sono, infatti, le fasce sociali costrette a vivere un'esistenza segnata dalla precarietà. È vero, il momento è ‘fondamentale'. Dunque, una politica seria non può non considerare l'enorme valenza sociale e culturale di questi problemi. Già da semplici cittadini, del resto, ci si dovrebbe interrogare sul disagio, viverlo dentro sé e contrastarlo. Sentire come proprio il malessere degli altri. La politica, poi, in costante collaborazione col terzo settore, con l'associazionismo e con il volontariato, grazie al loro determinante contributo, deve saper smuovere le coscienze sul tema, spingendole all'indignazione. A mio parere, su certe tematiche, urge una nuova educazione". Notevoli anche le considerazioni di carattere filosofico inserite nella nota stampa dell'assessore bitontino: "I sociologi di ispirazione cristiana parlerebbero di un ‘nuovo umanesimo'. Un impegno serio e sincero: una prospettiva, tra l'altro, fedele all'insegnamento dei principi dell'economia sociale di mercato. Perché la politica è soprattutto questo. ‘Impegnarsi per il bene comune è prendersi cura, da una parte, e avvalersi, dall'altra, di quel complesso di istituzioni che strutturano giuridicamente, civilmente, politicamente, culturalmente il vivere sociale, che in tal modo prende forma di pólis, di città', sostiene Benedetto XVI nella ‘Caritas in veritate'. L'invito finale è dunque quasi fisiologico: "Impegniamoci tutti, però. Senza deleghe. Ognuno faccia la sua parte e svolga, con onori ed oneri, il proprio ruolo. Istituzioni, associazioni, semplici cittadini. Affinché l'impegno sia responsabile, concreto e produttivo. Per fuggire ogni condizione di fragilità, per abbandonare i disagi, per superare la solitudine degli ‘ultimi'. Ben venga, quindi, l'unione di gruppi e sodalizi che, in tal senso, operano da sempre in città. Solo così si possono raggiungere obiettivi che consentano, nell'esclusivo interesse della città, di migliorare la qualità generale della nostra vita".
BitontoTV Staff
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